![]() SENATORE DELLA REPUBBLICA |
Comunicato Stampa |
Mentre governo e sinistra radicale annunciano progetti di legge su pacs e convivenze, lo stesso governo, nel silenzio più completo, ne anticipa gli effetti, quasi a renderlo inutile, con un decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria 2004/38/CE. Lo schema di decreto prevede la possibilità di ricongiungimento al cittadino dell'UE che si trovi in Italia con un "partner" (anche extracomununitario) col quale "abbia una relazione stabile debitamente attestata". Esso non definisce né la nozione di "relazione" né le modalità di "attestazione" (che pure sarebbe interessante conoscere, con riferimento a Stati nei quali l'anagrafe non esiste o è approssimativa): il decreto proposto legittima la generica convivenza ai fini del ricongiungimento. In altra norma esso ipotizza una futura legislazione che equipara "l'unione registrata al matrimonio". Su questo schema di decreto, che è lungo circa 30 articoli, e che cambia in parti significative e in modo lassista pure la legge sull'immigrazione e le norme sul terrorismo, il Parlamento è chiamato a esprimere un semplice parere in Commissione affari costituzionali: se non lo fa nel termine ultimo del 21 dicembre, le disposizioni in questione avranno valore di legge. Finora il presidente della Commissione affari costituzionali del Senato non ha fissato neanche la prima seduta per la discussione, probabilmente confidando sul decorso del termine per esprimere il parere, che fa maturare una sorta di silenzio-assenso. Così governo e maggioranza disprezzano il Parlamento e ottengono con poca fatica ciò che costituisce oggetto di dibattito ampio, e che meriterebbe mesi e anni di confronto e di approfondimento.
Sen. Alfredo Mantovano
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